Casa Galimberti
via Malpighi 3
Giovanni Battista Bossi, 1902–1905
Esci, attraversa e voltati.
Sessantotto metri di facciata fra via Malpighi e via Sirtori, e circa centosettanta metri quadrati di decorazione policroma. Qui Bossi non ha scolpito niente: ha fatto dipingere. Le piastrelle ceramiche sono dipinte a fuoco, opera di Brambilla e Pinzauti: gli ornati di Pio Pinzauti, le figure di Ferdinando Brambilla.
Al primo piano, sul fronte di via Malpighi, ci sono nove figure femminili e tre maschili. Sul fronte di via Sirtori, cinque femminili e una maschile. Contale: ci vuole un minuto ed è il modo migliore per accorgersi che non si ripetono.
Sopra, dal secondo piano in su, i motivi floreali prendono il sopravvento e i ferri battuti della ditta Arcari disegnano le balaustre.
Guarda anche in basso, dove nessuno guarda mai: il basamento è in ceppo gentile, una pietra poco costosa fatta arrivare dalle cave di Trezzo lungo il Naviglio della Martesana. Serve solo a tenere l’umidità fuori dai muri. Tienilo a mente, perché alla fine della passeggiata quel canale torna.
E tieni a mente un’altra cosa: qui la decorazione è applicata. È una pelle. Sotto c’è un edificio che sta in piedi da solo.
Ottanta metri più avanti, lo stesso architetto ha fatto l’esatto contrario.