Tre minuti dal portone, più vicina di mezza via Melzo, e la cosa più milanese che ci sia in questa pagina.
La famiglia Pellegrini sta dietro questo banco dal 1949, e il Comune l’ha riconosciuta come Bottega Storica. Nel 2009 hanno iniziato a servire il pranzo dentro la macelleria, cosa che suona strana finché non capisci che il formato l’hanno inventato loro: ogni «macelleria con cucina» di Milano oggi discende da questa. Gambero Rosso le ha dato la Foglia, Dissapore l’ha messa fra le quindici migliori d’Italia, e ha un primo posto a un premio televisivo per la miglior costoletta alla milanese della città.
Come funziona. Con circa 12 euro hai un piatto, un contorno, il pane, un bicchiere di vino, l’acqua e un piccolo dolce. Con circa 22 euro hai la costoletta alle stesse condizioni. Tartare, tagliata, carne frollata, lasagne della casa, e più di settanta salumi di produzione propria. Aspettati la fila nelle ore di punta e un misto fra banco in piedi e tavolini. Non c’è un sistema di prenotazione evidente, quindi arriva presto.
Una cosa da sapere. Pellegrini nasce come macelleria equina, e il cavallo è ancora in carta accanto a manzo e maiale. Fino al 2005 la legge italiana vietava alle macellerie equine di vendere altro, ed è il motivo per cui posti così esistono, e per cui non ne sono rimasti quasi più. Se il cavallo non fa per te, tutto esiste anche in versione manzo. Se sei curioso, questo è il posto giusto per provarlo.
Puoi anche solo fare la spesa. Carne frollata, salumi di casa, e cose che non trovi altrove: il Burro degli Dei, lardo montato con aglio, rosmarino e speck, o la bresaola di cavallo condita con olio, limone e prezzemolo. Portali di sopra con una bottiglia e hai una cena migliore di quella che ti vende quasi ogni ristorante.
Le fonti divergono sugli orari esatti, sul fatto che si stia seduti o in piedi, e sulla possibilità di prenotare. Una telefonata risolve tutte e tre.